Abderrahim Rossetti, Il Solleivo di Susan Sontag, 2018
Una vecchia cammina in mezzo al traffico, tra la folla. Si allontana dando le spalle. E' in pantofole, come fosse appena uscita dal letto. Tiene in mano una busta di spazzatura. Sono le sei di sera. Le sagome delle ombre affollano la strada, spiccando per contrasto. In fondo svetta la 4EverGreen Tower, ancora in costruzione. Si possono vedere le fessure dell'edificio. Crematorio nello spazio. La testa della donna è quasi calva, i pochi capelli sono bianchi. Guarda avanti verso la gru appoggiata, coperta in parte da un filo spinato dall'affilatura brillante. Il suicidio non e' permesso. Si ferma. Una betoniera si avvicina alla porta di ferro. La porta si apre, e un altra betoniera esce. In fondo tre lavoratori aspettano con le pale in mano. Un altro lavoratore porta di sopra un carrello pieno di cemento. La betoniera entra, e lei affiancandola si infila dentro al cantiere. Sale su per le scale buie di cemento. Il suo occhio azzurro liquido buca il crepuscolo, mentre due lavoratori giovani rimangono là fermi a guardare la città da una fessura come i ragazzi di Fengkuei. Schermo. Il giovane posa il carrello e si avvicina agli altri due. Nessuno nota la vecchia. Lei continua a salire. Arriva all'ultimo piano. Tiene la busta con la mano ossuta. Si ferma, guarda il panorama, il tramonto, i ministeri, l'edificio del primo ministro, la nuova piazza centrale in fondo. Si sporge. C'è vento. Aspira l'aria. La sua bocca è color carne marcia, mancano dei denti. Sollievo. Guarda di sotto. Fa cadere la busta di spazzatura. Dallo schermo di sotto si vede la busta cadere. I tre lavoratori stanno spostando il cemento con le pale. La busta si schianta violentemente per terra. Esplode. La spazzatura si sparge per strada. Le ruote delle machine passando schiacciano il cibo marcio, le bucce di patate, le lettere scritte a mano fatte a pezzi, le scatole vuote di medicine, le bollette dell'energia elettrica e dell'acqua, una fotografia.